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Mostra Pignatelli - Carrara (MS) (22 Aprile / 18 Giugno 2017)

 
 

A Carrara la mostra di Luca Pignatelli a Palazzo Cucchiari. Aperta fino al 18 giugno

In mostra 26 opere quasi tutte inedite e realizzate appositamente per gli spazi della sede espositiva della Fondazione Giorgio Conti. Curata da Antonio Natali e Massimo Bertozzi

Lastre di metallo dipinti con busti di imperatori romani, antiche città in rovina, segni apparentemente astratti con getti di catrame o richiami alle sculture dell’epoca classica. Opere e figure visionarie che costituiscono un percorso espositivo in grado di regalare ai visitatori grandi suggestioni ed emozioni. E’ questa la mostra personale di Luca Pignatelli inaugurata sabato 22 aprile a Carrara ( Ms) curata da Massimo Bertozzi e Antonio Natali, promossa e organizzata dalla Fondazione Giorgio Conti che apre la nuova stagione espositiva di Palazzo Cucchiari. Un palazzo storico che, dopo un lungo lavoro di restauro, dal 2015 ospita tutte le esposizioni e gli eventi culturali organizzati dalla Fondazione Conti di cui è anche la sede. Luca Pignatelli (Milano 1962), rappresenta uno degli artisti italiani più noti e apprezzati nel panorama internazionale che si è distinto per la sua originale ricerca ricca di riflessioni e spunti critici sul tema della memoria. La mostra di Carrara arriva dopo le sue ultime esposizioni in due luoghi simbolo dell’arte italiana come la Galleria degli Uffizi e il Museo Capodimonte di Napoli. Il percorso espositivo presenta 26 opere molte delle quali inedite e pensate proprio per gli spazi di Palazzo Cucchiari e realizzate su lastre in ferro zincato rimaneggiate con inserti di catrame lavorati a fiamma viva. Spesso le opere sono state realizzate con materiali di recupero come nel caso di parti metalliche di un tetto di una chiesa svizzera demolita o parti meccaniche abbandonate della vecchia fabbrica aereonautica Caproni. Di norma Pignatelli lavora, infatti, su supporti anomali e già di per sé pittorici (teloni di canapa, legni e ferri, carte assemblate) che l’artista sottopone sempre successive manipolazioni che ne cambiano profondamente l’aspetto e il senso originali; superfici sulle quali sovrappone il repertorio delle sue immagini, una sorta di catalogo personale dove compaiono mezzi meccanici, navi, aeroplani, paesaggi metropolitani, ma anche reminiscenze dell'antico.

 

   

“Dipingo spesso rovine - ha spiegato l’artista - perché per me hanno un valore filosofico, morale e quasi religioso. Il fatto poi di riutilizzare materiali di scarto è una parte della mia ricerca sul riuso dei materiali che cambiano la loro funzione ma che mantengono una loro continuità nel tempo”. “Oggetti che fungono da supporti di creazioni inedite – ha aggiunto lo storico dell’arte e curatore Antonio Natali -, ora con soggetti pop, ora con figurazioni surreali, ora con inserti di arte povera, ora con evocazioni archeologiche: dove tuttavia è proprio il supporto a farsi protagonista, giacché al cospetto dell’iterazione di un medesimo tema o addirittura della stessa immagine, sia essa una rovina antica, o il profilo di una città ritagliato sul cielo, o un ritratto romano o una statua classica, è il supporto che muta continuamente conferendo sembianze e anime sempre diverse a un’identica effige”. Punto di partenza è la personale concezione della storia e del tempo che Pignatelli esprime attraverso cortocircuiti iconografici, in cui antico e moderno dialogano in una prospettiva atemporale di grande contemporaneità.

“La pittura di quest’artista ci insegna che possiamo essere solo quello che non buttiamo – ha sottolineato l’altro curatore Massimo Bertozzi –; che proprio che man mano consumiamo il mondo, ci assale la seduzione degli avanzi, che non vogliamo abbandonare come scorie ma recuperare come residui, almeno come vestigia dell’immagine, non si tratta, come si è già detto, di riciclare per altri scopi, ma di un più accurato e sentimentale riutilizzo”. La mostra di Luca Pignatelli è promossa e organizzata dalla Fondazione Giorgio Conti con il supporto del Gruppo Red Graniti. Il catalogo è edito da Maschietto Editore, Firenze, testi di Massimo Bertozzi e Antonio Natali. La mostra è aperta a Palazzo Cucchiari, via Cucchiari 1, Carrara (Ms), dal 22 aprile al 18 giugno 2017 dal martedì alla domenica dalle ore 15 alle ore 19. A partire dal 26 maggio l’orario subirà la seguente variazione: martedì, mercoledì, giovedì e domenica ore 15/19, venerdì e sabato ore 15/22. Biglietto d’ingresso 5 euro, ridotto 4 euro (per visitatori fino a 18 anni, oltre 65 anni e per soci Touring). Informazioni tel. 058572355, sito web: www.palazzocucchiari.it

 

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