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Mostra: Architettura per i corpi - Venezia (10 Marzo / 17 Aprile 2017)

 
 

Al Centro Culturale Candiani una mostra rende omaggio a Sonia Biacchi, ricercatrice e artista di rilievo internazionale che vive e opera a Venezia.

Nell'occasione di Marzo Donna, il Centro Culturale Candiani rende omaggio con una mostra sulle opere e il lavoro di una importante figura femminile di rilievo internazionale, che vive e lavora a Venezia conducendo la sua ricerca sull’arte contemporanea nelle varie forme in cui essa si esprime.
Figlia di un artista, Sonia Biacchi vive le esperienze sperimentali e contestatarie degli anni Settanta, gli anni delle “azioni performative”. Tra il 1973 e il 1982 dirige un gruppo di animazione che si occupa di progetti interattivi negli ospedali psichiatrici, prigioni e scuole. Nel 1973, le viene assegnato il compito di organizzare il Parco della Fantasia a Venezia, un “luogo” dove inventare storie e dove fare esperienza in campo artistico, laboratoriale e teatrale. Nel 1982 fonda il C.T.R. (Centro Teatrale di Ricerca), che si contraddistingue come “teatro d'immagine o di figura”.
I costumi realizzati da Sonia Biacchi nascono dall'equilibrio tra la visionarietà di un artista e la maestria di un artigiano.

 

   

Sono piccole e raffinate architetture che si animano grazie ai movimenti dei danzatori, e questo disegnare lo spazio crea la magia dello spettacolo che non ha bisogno di scenografia, non necessita di testi ma solo di luci e di suoni che sottolineano e amplificano i movimenti. I costumi sono essi stessi scenografia, non è un caso infatti se in molti lavori ideati da Sonia Biacchi indossarli è parte integrante della rappresentazione, è una sorta di cerimonia rituale della vestizione che svela al pubblico il passaggio dall'indistinto delle loro forme poggiate a terra o appese nello spazio con cavi invisibili all'inizio dello spettacolo, alla loro forma compiuta, animata attraverso il soffio della vita che il danzatore gli infonde.
Costume+Danzatore. Danzatore+Costume. E' questo il nucleo potente che crea la drammaturgia dello spettacolo.
Nei lavori di Sonia l'eco di Oskar Schlemmer - “eletto come mio maestro”, come essa stessa dice – è evidente, ma mentre nel maestro Bauhaus la chiave poetica è quella del rigore grafico e della trasformazione dei ballerini in forme geometriche che si muovono a mo' di raffinati automi, i costumi della Biacchi incoraggiano ed esaltano la fluidità, la reclamano, ne manifestano l'urgenza.


Nonostante la lentezza dei gesti dei danzatori ogni fissità è bandita, non vi è traccia di meccanicità ma prevale la pienezza della vita comunicata attraverso i corpi, a loro volta esaltati dai costumi.
Ed è proprio il rapporto tra i costumi e lo spazio l'aspetto da evidenziare, un rapporto che implica anche il rigoroso controllo tecnico sui materiali e sulle lavorazioni con le quali essi sono realizzati. In assenza di tale artigiana maestria nulla sarebbe possibile, l'ingombro dei tessuti, dei copricapo, degli accessori, sarebbe da ostacolo ai movimenti di chi li indossa invece che essere i mezzi per esaltarli, in un rapporto di reciproca risonanza che tutto dilata, che tutto amplifica. Complici i colori assoluti, dai quali ogni sfumatura è bandita.
Sonia progetta i costumi e li realizza conle sue mani: è una designer raffinata e un'abile sarta. Cerca, sperimenta, prova nuovi materiali; opera con semplicità un continuo transfert tecnologico che le consente di impiegare nelle sue creazioni materiali e semilavorati provenienti dai settori più diversi: vele di imbarcazioni; guarnizioni, stecche di balena, cartapesta, polimeri sintetici, pelli, tessuti naturali … che poi taglia, cuce, plissetta, scalda, manipola, arriccia, tinge…
La meraviglia che i suoi costumi suscitano deriva da questo continuo lavoro di ricerca guidato da una sensibilità esasperata e dolente al servizio delle emozioni che desidera suscitare nel pubblico. Un ruolo da protagonista è riservato alla luce, allo spazio e ai suoni che sono usati al pari di materiali fisici, con una loro pesantezza, un loro volume, un loro tempo.
Governare l'immateriale come se fosse materiale, governare il materiale come se fosse immateriale. Questa, a ben guardare, è la magia alla base degli spettacoli di Sonia Biacchi, narratrice di visioni potenti.


CENTRO CULTURALE CANDIANI
Architetture per i corpi. I costumi-sculture di Sonia Biacchi
dal 10 marzo al 17 aprile 2017
orario: dal mercoledì alla domenica dalle 16.00 alle 20.00
apertura straordinaria lunedì 17 aprile
Sala espositiva Paolo Costantini
ingresso libero

mercoledì 8 marzo, ore 21.00
Spettacolo di danza di Atsushi Takenouchi
Musica di Hiroko Komiya, oggetti, percussioni, voce
Costumi di Sonia Biacchi
Auditorium quarto piano
ingresso: 5 euro posto unico?

inaugurazione con performance
giovedì 9 marzo ore 18.00


venerdì 24 marzo, ore 18
presentazione del libro
Sonia Biacchi. Architetture per i corpi (Marsilio, 2015)
in collaborazione con C.T.R.
sala seminariale primo piano
ingresso libero

Centro Culturale Candiani
1 e 2 aprile
Laboratorio di teatro danza ispirato ai costumi-sculture di Sonia Biacchi
Condotto da Marigia Maggipinto (TANZTHEATER Pina Bausch)
auditorium quarto piano
iscrizione

 

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