BIRRA E PESCE, GUIDA AGLI ABBINAMENTI:
I CONSIGLI DI MARCO
BOLASCO
Venerdì: pesce. Con
birra, ovviamente… Sarà questo il must del futuro?
Per chi vuole essere protagonista di questa stagione
di riscoperta della mediterraneità della birra, ecco
i consigli di Marco Bolasco, curatore della guida
Ristoranti d'Italia del Gambero Rosso, per declinare
al meglio questa inedita frontiera gastronomica. E,
per andare sul sicuro, ad esempio, abbinando una
lager con un bel fritto di paranza, una blanche con
un carpaccio di spigola, una bock chiara con gli
spaghetti alle vongole ma anche una strong lager con
del pesce spada alla siciliana…
Con gli antipasti? Una
blanche leggera o una weizen di
frumento. Mentre per una spigola al sale meglio una
lager. Mentre una bock ambrata regge
il sapore deciso di un bel baccalà in guazzetto… Non
stiamo improvvisando: il giudizio e gli abbinamenti
sono d’autore. Firmati dal direttore della Guida del
Gambero Rosso, Marco Bolasco. Uno dei massimi
esperti di birra in Italia.
“L’inedito
matrimonio tra birra e pesce, visto dalle nostre
latitudini – spiega Bolasco - può risultare
ostico e curioso ma è invece qualcosa di
assolutamente tradizionale, e anche molto
affascinante. Basta farsi un viaggio virtuale per il
Vecchio Continente per scoprire che storicamente
esistono alcuni abbinamenti molto interessanti tra
birra e mondo ittico. Il primo che viene in mente è
sicuramente quello tra ostriche e stout, presente in
Irlanda, ma anche in altre parti del Nord Europa
come in Germania, Belgio e Olanda. Una valida
alternativa allo champagne, decisamente più a buon
mercato. Molte volte, questo matrimonio si allarga
ai crostacei: aragoste, scampi, astici e gamberi,
soprattutto nel mondo anglosassone, sono spesso
serviti insieme alle birre scure”.
Non a caso, in Belgio
è comune patrimonio nazionale la degustazione di
altri molluschi, le cozze, preparate nelle più
svariate declinazioni ed anch’esse spesso
accompagnate alle birre profumate per cui questo
paese è famoso nel mondo. In questo caso, la
tipologia di birra dipenderà dal tipo di ricetta:
birre leggere con le cozze al vapore, più forti e
dal gusto più marcato per preparazioni in umido. Un
salto lontano per scoprire che uno dei “grandi”
luoghi del mondo in cui si consuma molto pesce e
molta birra e dove per logica i due consumi si
incrociano, è il Giappone. Ma in questo caso, dato
il tipo di cucina più delicato, e legato alla
tradizione dei crudi, la birra deve essere più
morbida e dal gusto alcolico meno invasivo.
Questi sono solo
alcuni esempi di quello che succede in giro per il
mondo. Ma quali sono gli abbinamenti perfetti per i
grandi piatti di mare della tradizione mediterranea
e italiana in particolare? È possibile “giocare” con
sapori e profumi, creando matrimoni d'elezione anche
in casa nostra? La risposta è sì, libri di cucina
alla mano, teoria e fantasia.
Regola di base è che
la forza della birra, sia di sapore che di grado
alcolico, deve essere proporzionata al tipo di
piatto che andremo a servire. Questo concetto si
spiega molto bene con gli antipasti. Con dei
bolliti di pesce o con delle insalate
di mare particolarmente leggere, andrà servita una
blanche, la leggera bianca belga. Con le
tartine a base di pesce affumicato come salmone,
trota o spada, è da provare l’abbinamento con una
weizen, la grande birra di grano tedesca.
Nel caso di
antipasti più saporiti, tipici della nostra
tradizione, come i savor o i carpioni,
presenti nelle loro diverse declinazioni un po’
ovunque in Italia, è da preferirsi una birra più
tosta, con un gusto marcato ed un grado alcolico
maggiore. Perfette saranno le birre doppio malto d’Abbazia,
sia nella loro versione chiara che in quella
ambrata. Lo saranno soprattutto nelle loro tonalità
più dolci e alcoliche e dove il luppolo non sia
troppo marcato. Come, ad esempio, le sarde veneziane
“saor” con una bella brune.
Una doppio malto
chiara strong lager sarà da preferirsi invece
nel caso degli antipasti con salse come il
salmone con la maionese o i gamberetti in salsa
rosa. Mentre una pale ale, potrà andare a
nozze con una pepata di cozze, e più in generale con
tutti i sauté di molluschi.
Anche per i
primi piatti si devono fare delle differenze.
D'altro canto il primo piatto nella nostra
tradizione ha mille ed una declinazione ed è
necessario operare qualche distinguo. Se il menù
prevede una preparazione complessa e dalla lunga
cottura come un caciucco ed altre zuppe di
mare o addirittura delle seppie in nero con la
polenta, allora si potrebbe servire una birra di
spessore, dal retrogusto leggermente amaro come una
rifermentata in bottiglia belgian strong ale
dotata di “spalle larghe” per sostenere sapori
forti.
Con qualche piccolo
distinguo l'abbinamento può andare altrettanto bene
per tutte le cotture in umido, come, per esempio, le
seppie con i piselli. Per zuppe più delicate,
soprattutto se in bianco, bisognerà abbassare il
tenore alcolico: una lager cruda.
Con un primo piatto
asciutto come un risotto di pesce o
uno spaghetto ai frutti di mare in bianco, si
può provare ad assaggiare una doppio malto chiara
come una bock. Ma attenzione all'eccesso di
prezzemolo: “è sempre nel mezzo” ma qualche volta
disturba. Un altro tipo di doppio malto come una
bock ambrata, sarà perfetta per le preparazioni,
anche servite come piatto unico, a base di
baccalà o stoccafisso. Come quella mitica
alla vicentina.
Passiamo ad un
capitolo a parte: il fritto, vero monumento
della cucina italiana di mare. È il vero grande
abbinamento con la birra, tra i migliori in
assoluto. Sicuramente la scelta deve andare per
birre che bilancino l’oleosità del fritto con una
nota di freschezza acida e con una effervescenza
leggermente marcata. Nel caso della frittura di
paranza, tipico fritto composto da pesce molto
delicato, andrà bene una lager; mentre in
caso di gusti più accesi, per esempio un fritto di
calamari, si potrà provare anche una pils.
Ed eccoci arrivare ai
secondi piatti. Spesso sono preparazioni in
cui il gusto del pesce deve essere predominante,
piatti in cui gli altri ingredienti fanno unicamente
le comparse. Ecco quindi che una lager
leggera, in particolare se cruda, si unirà
perfettamente a cotture in cui il gusto del mare
rimane integro, perfetta quindi per i pesci al
forno non troppo conditi o le preparazioni in
crosta di sale. Senza aver paura di “scendere” di
gradazione, nel caso si stia costruendo un menù. Per
le cotture alla griglia, soprattutto se di
pesce molto saporito o addirittura di crostacei,
si può osare di più, con una birra a bassa
fermentazione doppio malto come la bock
chiara. La griglia inserisce veri e propri elementi
legati al fuoco nei sapori presi in considerazione,
pertanto l'abbinamento non può non tenerne conto.
Sono molteplici,
quindi, le declinazioni del matrimonio birra e
pesce. “La raccomandazione principale -
conclude Marco Bolasco - è quella di non dover
stupire a tutti i costi, servendo per esempio una
strong lager con un crudo di spigola, o un birra
d’Abbazia con un’orata al forno. Ricordiamoci sempre
che il pesce, nella sua semplicità e delicatezza, è
un ingrediente da trattare con la massima attenzione
anche e soprattutto per quanto riguarda gli
abbinamenti. Così come condimenti, tempi di cottura,
stagionalità e provenienza del pesce possono
cambiare un po' le carte in tavola.”
Non resta che provare
e riprovare, consapevoli che il gioco
dell'abbinamento può aumentare il piacere della
tavola e che la birra può per questo aprirci qualche
sconosciuta frontiera. Ma resta un gioco non una
scienza e come tale vale la pena di viverlo
intensamente senza però prenderlo troppo sul serio.
Sennò che piacere sarebbe?
N.B.: le fotografie
con gli abbinamenti “birra e pesce” allegate alla
cartella stampa sono di Riccardo Marcialis /
Immaginario. E’ necessario citare l’autore per
l’utilizzo.
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Nazionale per la Comunicazione
Matteo de Angelis
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LA
BIRRA INCONTRA IL PESCE: QUATTRO VENERDI
PER SCOPRIRE L’ABBINAMENTO GOURMAND
DEL MOMENTO
Da Marco Bistarelli a Moreno Cedroni,
da Mauro Uliassi a Gennaro Esposito, da Angelo
Troiani a Emanuele Scarello, da Pietro Leeman a
Ciccio Sultano e Ernesto Iaccarino. Solo per fare
qualche nome… Dal 14 settembre al 5 ottobre, i
migliori giovani talenti della cucina italiana
d’autore saranno
partner d’eccezione di Assobirra per il lancio di
un’iniziativa gourmand per la diffusione della birra
come bevanda a tutto pasto, sotto l’egida dei
Jeunes Restaurateurs d’Europe.
Una prima risposta concreta ai 14
milioni di italiani che, in una recente indagine
Makno, si dichiarano curiosi di sperimentare i
migliori abbinamenti pesce/birra (soprattutto con il
fritto, con il pesce bollito, al forno e con
l’insalata di mare) anche al ristorante.
La birra incontra il
pesce, in un matrimonio inedito, tutto da scoprire,
dunque, all’insegna della mediterraneità e dell’alta
cucina. Si rinnova anche nel 2007 la collaborazione
di Assobirra con i Jeunes
Restaurateurs d’Europe (JRE). Dopo il fortunato
esperimento dell’anno scorso per la diffusione della
Carta delle Birre, ancora una volta il gotha della
ristorazione “giovane”, creativa e di qualità,
aprirà i propri locali alla birra, proponendone
stavolta gli abbinamenti con il pesce, simbolo
per eccellenza della gastronomia di alto livello.
Dal 14 settembre al
5 ottobre, un giorno a settimana, il venerdì,
i migliori e talentuosi chef italiani
aderenti ai JRE – associazione che annovera
nomi del calibro di Marco Bistarelli,
Moreno Cedroni, Pietro Leeman, Mauro
Uliassi, Gennaro Esposito, Emanuele Scarello,
Ciccio Sultano, Angelo Troiani ed Ernesto
Iaccarino - coinvolgeranno i propri clienti in
un’esperienza sensoriale che sancisce simbolicamente
l’inizio della stagione “gourmand” della birra, come
bevanda che regge anche il difficile matrimonio con
i profumi di mare (e di lago). Sarà l’occasione per
sperimentare lo stile e la creatività dei Jeunes
Restaurateurs d’Europe attraverso abbinamenti che
sfiorano il virtuosismo, come il Sandwich di tonno
carlofortino proposto da Marika e Ilario Vinciguerra
dell’Antica Trattoria Montecostone in abbinamento ad
una Strong lager doppio malto chiara; o il
Gazpacho e torta fritta ripiena di alici al profumo
di limone con cui lo chef Marco Parizzi di Parma
rivisita in chiave marinara un classico della
gastronomia spagnola, esaltato dal matrimonio con
una leggera Blanche. E, perché no, scoprire
che la birra sa essere protagonista anche sul
piatto, come nella Capasanta marinata alla vaniglia
con porcini e schiuma di birra. Una ricetta “mari e
monti” di Christian Zana della Trattoria All’Isola,
ideale se gustata sorseggiando una Lager cruda.
il “fenomeno birra”,
oramai fuori casa si consuma più del vino
Del resto, il
“fenomeno birra” è ormai una realtà sotto gli occhi
di tutti. I dati di Assobirra ci dicono che nel 2006
i consumi sono cresciuti del 3%, portando la
quota pro capite a 30,3 litri l’anno. Ma non
è tanto un discorso di quantità, ovviamente, a fare
“tendenza”. Nel corso degli ultimi mesi è molto
cresciuto l’interesse degli italiani e in
particolare del mondo della ristorazione di qualità
per l’anima gastronomica – e mediterranea - della
bevanda. Secondo l’ indagine Makno-Assobirra 2007,
si allarga la base dei suoi estimatori (nel 2006
i consumatori di birra toccano quota 68,9%, a
fronte del 66,2% dello scorso anno), soprattutto
nella fascia di consumo “sporadico”, della
curiosità, dell’assaggio, dello sfizio.
Rimane alta la
richiesta (46%) di poter disporre anche di
una Carta delle birre nei propri ristoranti di
fiducia. Ed è sempre più importante il fattore
“gusto”, con un numero crescente di italiani che
affermano di berla “per scelta, perché la
preferisco a altre bevande”.
Non c’è da stupirsi,
allora, se la birra è arrivata a “sorpassare”
perfino il vino nelle occasioni di consumo fuori
casa (bar, ristorante, pizzeria) nei giorni feriali
– con il 19,8% della birra contro il 18,8% del
vino – e se circa il 40% degli italiani che
consumano birra (parliamo di 14 milioni di persone)
vorrebbe sperimentarne i possibili abbinamenti con i
piatti a base di pesce.
In particolare il
30,6% si dichiara “curioso di provarli”, mentre
l’8.8% (circa 1 milione e 200 mila persone) dichiara
di “averli già provati e mi sono piaciuti”.
l’abbinamento con il
pesce, così “ostico”, così tradizionale
Un abbinamento che,
come ci ricorda Marco Bolasco, curatore della Guida
Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso e tra i
massimi esperti di birra in Italia, “alle nostre
latitudini può risultare ostico e curioso, ma è
invece qualcosa di assolutamente tradizionale nel
Vecchio Continente, e anche molto affascinante”.
Per la cronaca la
ricerca Makno-Assobirra 2007 ci spiega che gli
abbinamenti che gli italiani sarebbero più curiosi
di provare, sono quelli tra birra e: fritto
di pesce (31,3%), pesce al forno/bollito
(14,6%), insalata di mare (10,7%),
primi a base di pesce (10,2%), crostacei
(7,7%), carpaccio di pesce (4,1%) e
affumicati (3,6%).
l’iniziativa dei j.r.e: i venerdì
della birra, per scoprire 10 stili birrari
A
questa curiosità rivelata dai nostri connazionali
nei confronti dell’insolito abbinamento birra-pesce,
rispondono - tempestivamente - Assobirra
assieme ai JRE con l’iniziativa “I venerdì
della birra – quando la birra incontra il pesce”,
un irripetibile momento per scoprire tutto sugli
stili della birra da scegliere accanto ai piatti
preferiti a base di pesce.
Gli 84 ristoranti del circuito accoglieranno
i clienti offrendo un appetizer/finger-food a
base di birra, quindi metteranno a loro
disposizione una selezione di 10 etichette
(appartenenti a 10 diversi stili: blanche,
weizen,
lager, lager cruda, strong lager, pils, bock doppio
malto chiara, bock doppio malto ambrata, pale ale e
belgian strong ale)
grazie alle quali ogni chef declinerà il binomio
birra-pesce in base alla propria creatività e al
proprio stile.
Magari inserendo nel menù una piatto dedicato,
oppure inventando
veri e propri menù “a tema”, interamente riservati
all’abbinamento birra-pesce. Quale migliore
occasione, allora, per scoprire che una Lager
si sposa benissimo con il fritto di paranza, che una
Pils “chiama” il gusto sapido di un risotto
alla pescatora
e che una Pale Ale è perfetta con un’insalata
di polpo…
in un opuscolo le istruzioni per
l’uso della birra con i piati a base di pesce
All’insegna di una sempre migliore ‘cultura di
prodotto’, con questo evento Assobirra
rinnova e arricchisce la sua alleanza con Jeunes
Restaurateurs d’Europe, come spiega il
Presidente Piero Perron: «Non possiamo che
esprimere soddisfazione per la crescita d’immagine
della birra all’interno del mondo della ristorazione
di qualità in Italia. Negli ultimi mesi la birra si
sta sempre più accreditando come protagonista dei
pasti all’insegna della dieta mediterranea.
L’iniziativa che anche quest’anno realizziamo in
sinergia con i JRE
ha
l’intento di portare a conoscenza dei frequentatori
dei ristoranti le infinite varietà di stili e gusti
della birra e la sua versatilità nell’accompagnare i
piatti più diversi della cucina italiana e
internazionale, pesce incluso. A tutti verrà infatti
consegnato un opuscolo che racconta le
caratteristiche delle birre selezionate e un primo
prontuario con gli abbinamenti consigliati tra i
diversi piatti a base di pesce e i principali stili
birrari oggi disponili sul mercato. In questo modo –
promuovendo la conoscenza del prodotto e il consumo
della birra a pasto - vogliamo anche favorire un
approccio di
responsabilità, autoregolazione e moderazione nei
consumi. Chi impara a bere meglio, beve anche meno».
bistarelli: “sarà l’occasione per
scoprire la versatilità della birra”
«Questa
iniziativa – aggiunge
Marco Bistarelli, chef e Presidente
Jeunes Restaurateurs d’Europe - è la naturale
prosecuzione di una collaborazione avviata lo scorso
anno con Assobirra, che tanto interesse e curiosità
ha suscitato anche nel mondo della ristorazione di
qualità. In questi mesi si è molto parlato della
birra, che è stata un po’... sdoganata nel mondo
dell’alta ristorazione»
«Quest’anno
– continua Bistarelli -
proponendo abbinamenti
esclusivamente con il pesce abbiamo la possibilità
di creare un percorso del gusto ben definito, per di
più riservando all’iniziativa una giornata
tradizionalmente di grande affluenza di clienti nei
nostri locali, come il venerdì. Per molte persone
sarà l’occasione giusta per scoprire che la birra è
una bevanda versatile, in grado di reggere qualsiasi
abbinamento, come ho avuto modo di provare in prima
persona in una delle mie ricette più sfiziose,
quella del rombo chiodato arrostito sulla pelle con
sale maldom, bietolone croccanti e aria di birra,
che senz’altro proporrò nel mio ristorante nel corso
dei ‘Venerdì della birra’».
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Comunicazione
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BIRRA E PESCE: IL
PUNTO DI VISTA
DI CEDRONI,
ESPOSITO E MASIERI
“Quello tra
birra e pesce è sicuramente un abbinamento da
provare, anche se può sembrare ‘ostico’. E al
ristorante si sta facendo molto per sfatare questo
genere di luoghi comuni”,
afferma Gennaro Esposito, tra i più
talentuosi giovani chef italiani che grazie alla sua
cucina dagli intensi profumi mediterranei ha
permesso al suo ristorante, il ‘Torre del Saracino’
di Vico Equense, di fregiarsi delle tre forchette
del Gambero Rosso dal 2003, e del riconoscimento
della guida dell’Espresso quale migliore ristorante
campano nel 2006.
“Da noi alla Torre
del Saracino, tra l’altro, proponevamo la birra ai
nostri clienti anche diversi anni fa, quando il
panorama dell’offerta non era così ricco come oggi.
Adesso, invece, potendo contare su stili di birra
sempre più diversi e variegati, il ‘gioco’ si fa
molto più interessante e abbiamo l’opportunità di
aprire una discussione gastronomica più allargata,
complice e stimolante con i nostri clienti.”
Gli fa eco Moreno
Cedroni, creativo ideatore di piatti insoliti e
fantasiosi che trasmettono l’eco dei sapori
dell'infanzia e della tradizione marinara italiana,
che ha reso la ‘Madonnina del Pescatore’ di Marzocco
(AN) uno dei ristoranti più apprezzati del panorama
gastronomico italiano.
“I miei primi
approcci con questa bevanda risalgono a diverso
tempo fa. Ho cominciato, come tutti, credo, provando
birre leggere. Da lì la mia curiosità mi ha portato
a sperimentare altri stili, come le trappiste, le
non fermentate, quelle a tripla fermentazione…
Mentre oggi le mie preferite sono le “intermedie”
doppio malto”. Su questa esperienza, mi sento di
affermare che dire ‘Birra e pesce’ può essere facile
quanto dire ‘birra e pizza’. Se due pietanze si
sposano bene vanno provate... Il mio abbinamento
preferito? Ideale è quello con i fritti di mare, a
patto che scegliamo una birra non molto fermentata,
che lasci emergere le sfumature e le note
dell’alimento che stiamo mangiando.”
Di vecchissima
data è l’amore per la birra di Paolo Masieri,
chef del ristorante sanremese ‘Paolo e Barbara’, tra
i talenti emergenti dell’alta cucina italiana, che
nei suoi piatti che lui stesso ama definire “cucina
ligure contemporanea” trasferisce i sapori e i
profumi sospesi tra i monti e il mare della sua
Riviera dei fiori. “Seguo
la birra da oltre trent’anni. Non tutti sanno che,
prima di lanciarmi nel mondo della ristorazione ero
proprietario di un pub. In pratica la bevo da prima
ancora di aver assaggiato il vino. E non nego che,
come consumatore e come ristoratore mi piace ancora
tantissimo e mi piace provarla e abbinarla con
tutto. Da “Paolo e Barbara”, proponiamo almeno due
volte all’anno un menu degustazione a base di birre.
E il cliente ne apprezza la naturalità e la
versatilità. Senza considerare che è meno alcolica
del vino, oltre che meno cara… In tema di birra e
pesce, tra le soluzioni che preferisco c’è
sicuramente l’incontro con il pesce crudo
affumicato. Ma si può spaziare dai risotti, agli
stufati, alle salse da accostare ai pesci dal sapore
più “forte”, come il merluzzo e il pesce azzurro.”
QUANDO LA BIRRA INCONTRA IL
PESCE
10 RICETTE DI PESCE
PER 10 STILI BIRRARI
PROPOSTI DAGLI CHEF
JRE
|
Il
locale |
La
ricetta |
Chi la
firma |
La
birra consigliata |
|
Antica
Trattoria Monte Costone |
Sandwich
di tonno carlofortino |
Marika e
Ilario Vinciguerra |
Strong
lager doppio malto chiara |
|
Ristorante
Agrodolce |
Novellini
spadellati al rosmarino su patate al
limone soffiate aria di basilico e
tartufo nero estivo |
Andrea
Sarri |
Weizen |
|
Ristorante
il Bistrot |
Filetto di
San Pietro con indivia brasata,
nocciole, limone candito e salsa
|
Marco
Fadiga |
Bock
doppio malto ambrata |
|
Trattoria
all’Isola |
Capasanta
marinata alla vaniglia con porcini e
schiuma di birra |
Christian
Zana |
Lager
cruda |
|
Paolo e
Barbara |
Tartare di
palamita leggermente affumicata con
funghi porcini crudi |
Paolo
Masieri |
Lager |
|
Torre del
Saracino |
Fettucce
di gragnano con cozze timo e bottarga di
tonno |
Gennaro
Esposito |
Bock
doppio malto chiara |
|
Il Postale |
Rombo
chiodato arrostito sulla pelle con sale
maldom, bietolone croccanti e aria di
birra |
Marco
Bistarelli |
Belgian
Strong Ale |
|
Da Nicolò |
Zuppa di
vongole e cozze con cocco e lemon grass |
Luigi
Pomata |
Pale Ale |
|
Ristorante
Parizzi |
Gazpacho e
torta fritta ripiena di alici al profumo
di limone. |
Marco
Parizzi |
Blanche |
|
La
Capinera |
Sarde a
beccafico |
Pietro
D’Agostino |
Pils |
ECCO
TUTTI I RISTORANTI ITALIANI
DEL
CIRCUITO JEUNES RESTAURATEURS D’EUROPE
CHE DAL 14
SETTEMBRE AL 5 OTTOBRE 2007
PRESENTERANNO GLI
ABBINAMENTI BIRRA PESCE