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LA BIRRA SI TINGE DI ROSA


LA BIRRA … SI TINGE DI ROSA

 

 

Superati alcuni pregiudizi che chiudevano questa bevanda nel recinto

 di un universo decisamente maschile, oggi il 62% delle donne beve birra, la apprezza e la consuma. La propongono anche le regine della ristorazione - come Stefania Moroni di “Aimo e Nadia” e Antonella Ricci de “Al Fornello da Ricci” – e la bevono con gusto signore famose come Edwige Fenech, Fiona May e Lina Sotis. Ma non basta: la birra accompagna eroine moderne come la detective su carta Stephanie Plume nel suo “Bastardo numero Uno”, che si annuncia come il bestseller della stagione estiva.

 

Piccole, grandi rivoluzioni. La birra, da bevanda “maschile”, anche nel gusto, un po’ bistrattata dal gentil sesso, è dunque diventata oggetto di curiosità e interesse anche da parte loro. Per il 62% delle donne che la beve – lo rivela l’indagine Assobirra-Coesis della quale parliamo nel comunicato stampa allegato – apprendiamo che è diventata l’ideale per festeggiare la vittoria della squadra del cuore, una promozione sul lavoro ma anche l’addio al nubilato.

Una donna su due (54%) lega alla birra l’idea di una serata spensierata in compagnia delle amiche, ma anche sogni proibiti come quello di brindare con Riccardo Scamarcio, Vasco Rossi o Totti. E, misteri imperscrutabili della politica, con Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano…

A fare da cornice a questa nuova passione, sempre nell’immaginario delle donne, oltre alle solide pareti di casa (magari per dar vita a una cena leggera, un pigiama, davanti alla tv) è sempre più spesso un ristorante di qualità, dove è sempre più facile trovare chi suggerisce di accompagnare i propri piatti ad ottime birre. Del resto che una guida prestigiosa dei ristoranti come quella del Gambero Rosso, abbia inserito il simbolo del boccale di birra per indicare i locali top (sono 125, in Italia) con una buona scelta di birra, significherà pure qualcosa…

Senza considerare quella che si annuncia come la nuova tendenza dell’estate: cene, in terrazza o nei luoghi di villeggiatura, dove si pasteggia a birra. Visto che 1 padrona di casa su 2 (45%) annuncia la sua intenzione di coccolare i propri ospiti offrendo proprio la birra…


 

Edvige fenech: “si sposa bene con ogni tipo di alimento, perfetta in compagnia”

A conferma di questa tendenza donne insospettabili professano il loro amore per la birra. Prima tra tutte Edwige Fenech, ex attrice che ha fatto sognare tanti maschi italici, oggi signora del cinema italiano con una sua casa di produzione, che dice: “Non ci rinuncerei per nulla al mondo… Sì, ma ovviamente senza esagerare, mai più di un bicchiere. E solo a pranzo: trovo che si sposi bene con ogni tipo di alimento. È perfetta quando si è in compagnia, perché sembra fatta apposta per alimentare la convivialità”.

Seguita da Lina Sotis, regina del Bon Ton italiano che confessa: “Da 27 anni la birra è l’unico alcolico che mi concedo...tutti i giorni”. E, con sopraffino savoir faire, aggiunge di portarsene sempre una, in borsa, quando è invitata a cena a casa di amici. 

 

Il successo della birra nell’universo femminile è dovuto anche alla progressiva riduzione di vecchi pregiudizi. E se il 56% delle donne intervistate continua ancora a pensare che questa bevanda abbia un alto potere calorico, il 23% la considera poco alcolica. E, infatti, un bicchiere di birra chiara, la più bevuta nel mondo, assicura le stesse calorie di un equivalente quantità di spremuta di arancia o di carote. Vale a dire 35 calorie ogni 100 cc di prodotto. Ciò significa poco più di 80 calorie per un bel bicchiere da 250 cc. L’equivalente di una manciata di pistacchi…

 

fiona may: “che gusto può dare una birra sorseggiata a fine giornata…”

Elemento questo – la compatibilità della birra con le esigenze di “leggerezza” tipiche degli atleti o di chi vuole sentirsi in forma - ben chiaro ad una fuoriclasse come Fiona May, ex campionessa di salto in lungo, oggi attrice Tv. Nata in Inghilterra, una nazione a forte vocazione birraria, confessa di aver scoperto la birra proprio in Italia. “È vero - dice la May -  sono nata a Slough, in Gran Bretagna, patria della birra. Ma ho imparato ad apprezzarla solo in Italia. La prima volta che l’ho assaggiata era poco più di una ragazzina. Me ne fece bere un sorso mio padre: non mi  piacque per niente, la trovavo troppo amara per i miei gusti. Poi intorno ai vent’anni sono venuta in Italia ad allenarmi e a furia di andare a cena fuori con gli amici, ho cominciato a rendermi conto di quanto gusto può dare una birra sorseggiata a fine giornata”.

 

due donne chef, che hanno “sdoganato” la birra nei loro locali top

Altro capitolo. Considerando il crescente interesse per la birra nell’alta ristorazione, (il 47,5% degli italiani vorrebbero nei ristoranti la carta delle birre), questa tendenza non ha lasciato indifferenti neanche le signore della cucina italiana. E parliamo di nomi di primo piano. Hanno sdoganato la birra, infatti, locali top come “Il luogo di Aimo e Nadia”, grazie alla curiosità della figlia Stefania che, con la ricercatezza che si adatta ad un locale storico e insignito di riconoscimenti come quello messo su da quasi 50 anni dai suoi genitori, ha convinto anche sua mamma Nadia ad introdurre la birra nei sui menù. Rigorosamente ad alta fermentazione - Ale o d’Abbazia - con cui accompagna antipasti con formaggio di alpeggio ma anche il piatto più storico del locale: gli Spaghetti al cipollotto, leggermente piccanti con olio extravergine di oliva. “Basta che la birra assecondi alcune caratteristiche di acidità e di amaro in grado di sostenere il confronto con la dolcezza delle cipolle”.

 

Dice ancora Stefania: “A me piace la birra con personalità. Non bevo birra per dissetarmi, l’unica bevanda che considero adatta per questo è l’acqua”.

Un’altra fan della birra è Antonella Ricci dei “Jeunes Restauraters d’Europe”, l’associazione che per prima ha dato vita a un’iniziativa per promuovere l’adozione della carta delle birre, in collaborazione con Assobirra e la Guida dell’Espresso. Il suo locale è a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, dove la cucina tradizionale pugliese non manca di aprirsi a sperimentazioni creative. Ne “Al Fornello da Ricci” ha introdotto felicemente una carta della birra molto apprezzata – ci racconta - anche dalle sue clienti donne.

Lei, da amante della birra, come la maggioranza delle donne gradisce quelle più leggere, soprattutto Lager, Pils e Weizen, aggiungendo di “non vedere l’ora di sdoganarla dagli abbinamenti classici come la pizza”.

Sempre in chiave femminile, la birra accompagna anche una moderna, simpatica e molto seducente eroina letteraria da qualche settimana sugli scaffali delle librerie italiane: Stephanie Plum, investigatrice privata protagonista del libro “Bastardo Numero Uno”, della scrittrice Janet Evanovich. Bestseller internazionale con oltre 10 milioni di copie vendute in America e 45 milioni nel mondo. Ancora oggi prima nella classifica dei libri più letti sul New York Times. Un fenomeno letterario che viaggia gustando birra - come un uomo - sui tacchi a spillo, però. Nei sobborghi di New York.

 

 

 

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LE DONNE… PREFERISCONO LE BIONDE

 

Anche l’universo femminile scopre il gusto della birra.

 Un’indagine Coesis–Assobirra fotografa il loro rapporto con una bevanda fino ad ora predominio quasi esclusivo degli uomini.

Le donne che bevono con piacere una birra sono oggi il 62%.

 Per loro l’uomo dei sogni con cui condividere una bionda – la birra preferita dal 67% delle donne - è Riccardo Scamarcio, che per un punto percentuale vince su Vasco Rossi. Ma le donne brinderebbero anche con Berlusconi, Napolitano e… Papa Ratzinger.

 Una padrona di casa su 2 (45%) sta pensando di utilizzare la birra per le sue cene estive. Mentre 3 donne su 10 parteciperebbero a un corso per degustatori e sommelier della birra. Le occasioni top per un brindisi a base di birra? La vittoria del campionato di calcio da parte della squadra del cuore, ma anche una promozione, l’addio al nubilato o il divorzio…

 

 

Giocano a calcio, comandano le navi, sono protagoniste della vita politica internazionale. E adesso, bevono, gustano e apprezzano anche la birra. Parliamo delle donne. Che davanti a un buon bicchiere di birra, oramai, non si tirano più indietro e lo apprezzano quasi quanto - e come - gli uomini. Oggi il 62% delle donne beve più o meno frequentemente birra, mentre sapevamo che fino a qualche anno fa si era ancorati a una percentuale che difficilmente superava il 50%. A confermare una tendenza che è sotto gli occhi di tutti arriva una ricerca (“La birra si tinge di rosa”) realizzata da Coesis e commissionata da Assobirra, che ha intervistato un campione di 720 donne tra i 18 e 45 anni rappresentativo dell’universo femminile italiano, per sondare il loro rapporto con la birra.

Scopriamo ad esempio che… le donne preferiscono le bionde, visto che le chiare/bionde, quindi soprattutto le lager e le pils, sono le preferite dal 67% del campione, anche se poi la curiosa attenzione nei confronti di questa bevanda si “spalma” in percentuali comprese tra il 3% e il 5% anche su rosse, scure, analcoliche e doppio malto.

“Anche in relazione al consumo di birra” commenta Alessandro Amadori, psicologo e amministratore delegato di Coesis Research, “sembra esistere una specifica ‘via femminile’. La ricerca evidenzia,


 

infatti, la modalità più ‘affettiva’ con cui le donne si rapportano alla birra. Una modalità sociale, ricca di emozioni associate, non priva di una componente di allegria e di disinibizione che rende caldo e mediterraneo il consumo femminile di birra. Dove c’è birra c’è divertimento, c’è condivisione, c’è il piacere di stare assieme convivialmente. In un certo senso, le donne proiettano sul consumo di birra alcuni dei vissuti tipici del consumo, maschile e femminile, di vino. Un’idea di dionisicità che è invece assente dal rapporto che i maschi hanno con la birra. Kunderianamente parlando, le donne sanno cogliere meglio degli uomini l’insostenibile leggerezza della birra”.

Del resto che la birra sia “femmina” lo dice la storia: dal latino bibere, cioè bere, la bevanda per eccellenza, fermentata, moderatamente alcolica, a base di cereali, si narra sia stata inventata da una donna. Forse casualmente, "maneggiando" cereali in cucina al tempo dei Sumeri. Femminilità innata confermata anche dalla mitologia degli Armeni, che attribuivano l'invenzione della birra alla dea della terra Armalu.

Per non parlare della leggenda secondo la quale il segreto della bellezza (soprattutto della pelle) di Semiramide fosse nei lunghi bagni nella birra. Un po’ come si diceva facesse la regina Teodora, che nuotava prima in una vasca di birra calda per ringiovanire e poi in una di birra fredda, per mantenere la gioventù riacquistata…

 

Una birra condivisa con l’amica del cuore, il massimo per il 54% delle donne

Ad insidiare il primato maschile è anche il modo, scanzonato, allegro, disinibito con cui le donne, soprattutto quelle più giovani, si avvicinano a questa bevanda naturale, di antica tradizione mediterranea. Una donna su due (54%) considera molto “femminile” gustare una birra con le amiche del cuore, nel corso di una serata all’insegna del puro divertimento. Il 31% delle intervistate, invece,  preferisce legare la birra a una cena veloce e leggera a casa, magari in pigiama davanti alla tv, oppure fuori casa, nel corso di  una cena importante, gustandola in un bel bicchiere elegante.

Segno che la birra guadagna punti anche nel concetto di abbinamenti possibili con vari tipi di pietanze e ricette. Anche se qui riemerge l’anima un po’ “maschiaccia” che fa da contraltare a questa riscoperta passione delle donne per la birra. Se il 16% vede di buon grado un abbinamento con antipasti sfiziosi e leggeri e un 5% lega la birra a pasta e insalate di pasta, i primi due abbinamenti top rimandano, ancora una volta, a due classici dell’approccio maschile alla birra: il 50% la abbina al classico panino nella pausa pranzo e il 20% pensa a carne e verdure al barbecue.

 

 

 

il brindisi top: la vincita della squadra del cuore, una promozione al lavoro

E sempre per ricalcare altre modalità ritenute fino ad oggi maschili, l’occasione ideale per brindare con la birra per le giovani donne italiane è la vittoria della propria squadra di calcio (44%), una promozione sul lavoro per il 20% e l’addio al nubilato (13%).

Anche se il 35% delle donne dichiarano di aver bevuto l’ultima birra proprio con il fidanzato/partner, sotto sotto sognano però di farlo – la prossima volta – brindando con Riccardo Scamarcio. L’attore più amato dalle donne ha raccolto il 20% dei consensi come ideale “compagno di birra”, soprattutto da parte delle giovanissime (tra le under 25 le preferenze toccano il 41% del campione), seguito a un solo punto percentuale di distanza (19%) dall’intramontabile Vasco Rossi, il preferito per le donna tra i 26 e i 35 anni. Se Francesco Totti si piazza al terzo posto con il 15%, tra i politici colpisce un inedito pari merito (8%) tra Silvio Berlusconi  e il Presidente Giorgio Napolitano. E anche la fede ha la sua bella fetta di consensi. Il 6% delle intervistate berrebbe molto volentieri una birra con un tedesco d’eccezione come Papa Benedetto XVI.

il 45% delle padrone di casa offrirà cene estive accompagnate da birra

Anche tra le donne la birra è sinonimo soprattutto di estate (36%), pub (35%) e allegria (14%). Ed e è da segnalare una tendenza che potrebbe diventare uno dei must dell’estate: il 45% delle giovani signore intervistate anticipa la sua intenzione di accompagnare con la birra le prossime cene estive con gli amici, magari in terrazza o nei luoghi di villeggiatura marini. E un altro 11% dice che lo farebbe molto volentieri ma deve rinunciarci perché non padroneggia gli abbinamenti della birra con i cibi di tutti i giorni.

E’ abbastanza naturale scoprire, dunque, anche se colpisce l’entità del fenomeno, che il 29% delle donne (che sale al 45% del campione tra le donne che bevono con maggiore frequenza la birra) frequenterebbe volentieri un corso da degustatore o sommelier della birra. E lo farebbe proprio per poter abbinare meglio la birra con il cibo (7%) o solo per curiosità (22%).

A decretare il successo di questa bevanda tra l’altra “metà del cielo” probabilmente contribuisce anche la sua affermazione come bevanda compatibile con i principi salutistici della dieta mediterranea e pure, ma questo un po’ a fatica, il calare del peso di molti pregiudizi negativi. A fronte di un 23% del campione che considera poco calorica la birra in relazione al ridotto contenuto di alcol, rimane lo zoccolo duro del 56% del campione che la ritiene comunque “abbastanza calorica”. Rincuora, invece, vedere che scende al 17% chi la valuta “molto calorica”.

 

 

 

Anche se poi ben il 31% delle donne sa che nella birra ci sono più o meno le stesse calorie contenute in un identico bicchiere di spremuta di arancia. Per la cronaca stiamo parando di circa 35 calorie per 100 cc di prodotto. Che diventano circa 85 in un bicchere da 250 cc. Il che significa, meno delle calorie contenute in una manciata di arachidi o pistacchi…

 

 

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LE DONNE CHEF DELL’ALTA RISTORAZIONE,

“SDOGANANO” LA BIRRA

 

 

Stefania Moroni del “Luogo di Aimo e Nadia” e Antonella Ricci del “Fornello da Ricci” aprono le porte dei loro prestigiosi locali alla birra.

Come l’hanno scoperta, perché la apprezzano, come la utilizzano

 

L’alta ristorazione italiana si avvicina sempre più al mondo della birra e anche le donne chef, da nord a sud della penisola ne apprezzano il gusto e la versatilità degli abbinamenti. Al centro di questa rivoluzione alcune famose chef donne, protagoniste di locali di spicco dell’alta ristorazione italiana: dal “Luogo di Aimo e Nadia”, a Milano che, grazie alla figlia della celebre coppia, Stefania Moroni, ha iniziato un percorso di scoperta del gusto della birra, per arrivare in Puglia, “Al Fornello da Ricci". Un locale, quest’ultimo, immerso nel verde di Ceglie Messapica, paesino della campagna di Brindisi, dove lo chef Antonella Ricci, una delle poche donne aderenti ai Jeunes Restaurater D’Europe, propone una cucina legata alla sua terra: la tradizione aperta alla fantasia e a sperimentazioni creative, anche grazie alla birra.

Con l’accresciuta curiosità del consumatore che in qualche modo anticipa il desiderio di una migliore conoscenza dei differenti stili di questa bevanda e  dei tanti possibili abbinamenti con il cibo di qualità, cresce anche l’esigenza di essere guidati alla scoperta della birra. E quale miglior accompagnatore di uno chef?

Stefania Moroni ha iniziato ad apprezzarne il gusto a seguito di un viaggio in Irlanda: “prima di allora questa bevanda non faceva parte del mio mondo enogastronomico, poi grazie ad un amico chef (ndr. Ciccio Sultano del Duomo di Ragusa) ho cominciato a conoscerla”. Pian piano così la birra è stata introdotta nello storico locale milanese prediligendo abbinamenti con birre corpose, dalla complessità del sapore, per lo più ad alta fermentazione.

Antonella Ricci mostra, invece, un interesse a 360 gradi: “la birra mi piace moltissimo, sono molto soddisfatta dell’introduzione della carta

delle birre nel mio ristorante”.


 

La multiforme varietà della cucina italiana permette sperimentazioni e confronti praticamente senza fine, grazie alla tavolozza di profumi e stili della birra di casa nostra, che ben si addice alle diverse cucine.

Anche per questo è importante che sempre più ristoranti rispondano alla richiesta d’informazione da parte del consumatore. Il 47% (indagine Makno 2006) degli italiani vorrebbe trovare una carta delle birre nei ristoranti che li guidi e li orienti  nelle scelte.

A tal proposito è importante l’iniziativa del Gambero Rosso che dallo scorso anno  appone il simbolo del boccale di birra per evidenziare i ristoranti che offrono birre di qualità. Impensabile sino a una decina di anni fa, quando questi due universi, apparentemente inconciliabili, vivevano parallelamente, incrociandosi soltanto quando qualche chef azzardava un abbinamento ardito. La Guida dell’Espresso assegna, invece, ogni anno un premio ai ristoranti che si contraddistinguono per l’offerta di birra.

Antonella Ricci non ha pregiudizi di sorta: “non c’è occasione in cui non è adatta” - dice la chef pugliese. Più cauto l’approccio di Stefania Moroni: “bisogna approfondire e far crescere la cultura e l’immagine della birra per introdurla a pieno titolo in un locale come il nostro, noi ci crediamo ma spesso i nostri clienti sono diffidenti”.  Ma poi confessa: “il mio Sommelier so per certo che quando finisce di lavorare si va a fare una birra con gli amici”.

Aimo e Nadia propongono aperitivi come stuzzichini di pane e pomodoro e formaggio di alpeggio abbinati con birra ad alta fermentazione, molto strutturate e corpose. “A me piacciono quelle in cui non si sentono troppo i lieviti” – dice ancora Stefania.

Antonella invece ha gusti più femminili:  “la mia birra preferita è la Weizen ma  anche le Lager e le Pils”. Lei fa parte di quella schiera di professionisti che non vede l’ora di sdoganare la birra dagli abbinamenti classici, anche per quel che concerne le occasioni: “ritengo che la birra sia adatta ad essere consumata nei più disparati contesti, magari, perché no, anche durante una romantica cena a lume di candela”.

Ad accomunare entrambe, il desiderio di rompere con le tradizioni consolidate, proponendo un abbinamento originale, un piatto tipico, un proprio cavallo di battaglia abbinato a una birra.

A dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, della versatilità della birra, va ricordato che anche uno dei piatti più famosi e storici di Aimo e Nadia, nato negli anni ’60, gli Spaghetti leggermente piccanti con cipollotto e peperoncino, è stato riproposto e “reinventato”, affiancandolo ad una birra ad alta fermentazione.

“Al fornello da Ricci”, invece, si può scegliere di sorseggiare una birra, preferibilmente una Weizen, con un piatto tipico pugliese come le Incanalate di semola cappelli alle olive, acciughe e pomodorini appesi che come dice la stessa Antonella “è un piatto dal sapore complesso che una Weiss, con la sua freschezza, è capace di reggere benissimo”

E così la birra da bevanda nazional-popolare, scelta per abitudine, legata al disimpegno, da accompagnare quasi esclusivamente alla pizza, oggi vive una nuova stagione, divenendo un must, evolvendosi di pari passo con i cambiamenti della società che riguardano anche i consumi alimentari. E anche in Italia si sta affermando un consumo diversificato, più ricercato e curioso. 

 

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LA BIRRA SPOPOLA FRA LE DONNE E FA TENDENZA ANCHE FRA LE BELLE DELLO SHOWBIZ

 

 

Ve la immaginate la sempre sexy Edwige Fenech  sorseggiare una birra? E l’atletica Fiona May o la raffinatissima Lina Sotis?

Tre donne dai caratteri forti e con spiccata personalità accomunate da una spumeggiante predilezione per la birra.

 

 

 

Fiona May, 37 anni, ex campionessa di salto in lungo, oggi attrice di fiction Tv.

 

Soprattutto quando va a mangiare una pizza, Fiona May, ex campionessa di salto in lungo nella sua prima vita da atleta, convincente interprete di fiction nella sua seconda da attrice, si concede volentieri una birra chiara: «Mi dà una sensazione di freschezza e rende più allegri e spensierati gli incontri tra amici».

Che rapporto ha un’inglese di nascita come lei con la birra?

La stupirò: è vero, sono nata a Slough, in Gran Bretagna, patria della birra. Ma ho imparato ad apprezzarla solo in Italia.

Com’è possibile?

Ricordo perfettamente la prima volta che l’assaggiai. Ero poco più di una ragazzina, me ne fece bere un sorso mio padre: non mi  piacque per niente, la trovavo troppo amara per i miei gusti.

A che età a cominciato ad apprezzarla?

Intorno ai vent’anni. Finita l’università in Inghilterra, sono venuta in Italia ad allenarmi. A furia di andare a cena fuori con gli amici, cominciai a rendermi conto quanto gusto può dare una birra a fine giornata.

Come conciliava la sua vita di atleta con l’alcol?

Non è mai stato troppo difficile: da atleta professionista sapevo benissimo che non era il caso di esagerare, dovendo stare particolarmente attenta a ogni aspetto della mia dieta.

Mai uno sgarro?

Una vera e propria sbronza, quella no. Piuttosto, tanto divertimento. Specie quando la sera, a bere con gli altri miei compagni e amici, veniva anche il mio allenatore, Gianni Iapichino. L’uomo che sarebbe poi diventato mio marito.


 

Lo ha conquistato davanti a un boccale?

Non posso dire con certezza che il nostro amore sia nato davanti a una birra. Però chissà che la scintilla non sia scoccata proprio una di quelle sere di chiacchiere e risate tra un boccale e l’altro...

 

 

Edwige Fenech, 58 anni, attrice della commedia erotica italiana, conduttrice  e produttrice

 

«Mi considero una grande estimatrice della birra, non ci rinuncerei per nulla al mondo…».

Ma la beve davvero tutti i giorni?

Sì, ma ovviamente senza esagerare, mai più di un bicchiere. E solo a pranzo: trovo che si sposi bene con ogni tipo di alimento, pasta, carne, verdure. E poi è perfetta quando si è in compagnia, perché sembra fatta apposta per alimentare la convivialità. In ogni caso, anche quando sono da sola, mette allegria.

La sua preferita?

Quella ambrata. Mi piace il suo sapore e poi è quella che meglio riesce a trasmettermi una grande sensazione di freschezza.

Il suo primo ricordo legato alla birra?

Me l’hanno raccontato i miei genitori: quando avevo sette anni, ebbi un serio problema di salute. Sono stata malissimo, persino in coma per qualche giorno. Beh, pare che quando mi sono svegliata il mio primo desiderio sia stato proprio un bicchiere di birra. Mio padre me l’aveva fatta assaggiare qualche tempo prima, giusto poche gocce sulle labbra. Ed era talmente contento che mi fossi ripresa, da volermela concedere anche in una situazione così delicata. Mia madre però glielo impedì e optò per una più adatta spremuta d’arancia…

Un ricordo più recente?

Con gli amici all’Oktoberfest in Germania: divertentissimo. E lì ho visto davvero gente che beveva tantissimo, altro che il mio unico bicchiere al giorno…

La birra ha mai accompagnato una sua serata romantica?

Per quanto possa suonare strano, è successo eccome. E lo ammetto: ha funzionato quanto – e forse anche più – di un buon vino rosso...

 

 

Lina Sotis - Giornalista, osservatrice delle tendenze e del costume italiano.

 

La piace la birra?

Se la bevo ? è l’unico alcolico che mi concedo da 27 anni  a questa parte.

 

Ma la beve davvero tutti i giorni?

Si, una ogni sera!

Anche quando va fuori cena?

Quando vado a cena, da amici porto con me una birra per evitare di dover rinunciare o creare imbarazzo a chi non ha da offrirmela.

E' per me un'abitudine talmente consolidata che gli amici, al mio arrivo, chiedono prontamente: "hai con te la tua birra, vero?"

 

La sua preferita?

La mia preferita è una lager italiana.

 

Il suo primo ricordo legato alla birra?

Diciamo che da 27 anni, quando per motivi di salute ho cominciato ad assumere alcuni farmaci incompatibili con alcool, ho deciso che la birra sarebbe stata l'unica bevanda a basso tasso alcolico che mi sarei concessa.  Una tutte le sere!

 

Un ricordo divertente?

L'episodio più divertente che ricordo è legato ad un mio compleanno.

Per il mio 60esimo compleanno mi è stata recapitata a casa una scatola regalo con all'interno una selezione delle principali birre presenti sul mercato. E' stato però perduto il biglietto, quindi ho, nel tempo, consumato tutte le birre senza riuscire mai a sapere chi fosse l'autore dell'apprezzatissimo regalo.

 

La birra è indicata per una sua serata romantica?

Penso che la birra sia in assoluto la bevanda più indicata per una serata romantica: è fresca, non è “intontevole”, è divertente e poco invasiva. Si presta più del vino!

 

Con quale alimento la trova più indicata?

Consumo la birra con ogni tipo di alimento, dal soufflè, al gelato, dai cibi piccanti, a quelli speziati...

 

Pensa che ci dovrebbe essere una scelta più ampia di birre nei ristoranti, anche di alto livello?

Credo che sarebbe giusto e apprezzabile che la birra venisse maggiormente proposta nei ristoranti anche di un certo livello, con magari una scheda che ne evidenzi le qualità e i possibili abbinamenti.

 

 

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