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FESTIVAL: CAMBI DI STAGIONE - Monforte d'Alba (CN)

Il pianista Ramin Bahrami inaugura la seconda edizione del
Festival Internazionale “Cambi di Stagione”

Venerdì 18 marzo 2011, ore 21 – Auditorium Fondazione Bottari Lattes
Monforte d’Alba, via Marconi 16 - Cn

Le date del festival:
18-20 marzo; 17-19 giugno
23-25 settembre; 16-18 dicembre


Con il pianoforte dell’iraniano Ramin Bahrami venerdì 18 marzo alle ore
21 si alza il sipario sulla seconda edizione del Festival Internazionale
di musica da camera Cambi di Stagione. La rassegna è organizzata dalla
Fondazione Bottari Lattes e dall’Associazione Premio Bottari Lattes
Grinzane di Monforte d’Alba (Cn), presso il loro Auditorium (via Marconi
16), con la direzione artistica del compositore Nicola Campogrande.

 

In programma da venerdì 18 marzo fino a domenica 18 dicembre, il festival
si presenta come un unicum nel panorama delle rassegne musicali,
proponendo sedici concerti suddivisi in quattro momenti magici
dell’anno: l’inizio delle stagioni, scanditi da equinozi e solstizi. Si
svolgerà da venerdì 18 a domenica 20 marzo (primavera); da venerdì 17 a
domenica 19 giugno (estate); da venerdì 23 a domenica 25 settembre
(autunno); da venerdì 16 a domenica 18 dicembre (inverno).
 

 

Le stagioni dell’anno saranno così nuovamente accolte dalle note dei
compositori più amati, interpretate da musicisti di fama internazionale
per un viaggio attraverso cinque secoli di musica.
Saranno sul palco circa venti artisti provenienti da tutto il mondo (tra
cui Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Iran e Israele): dai
pianisti Ramin Bahrami, Antonio Ballista e Alexander Lonquich, al
violoncellista Robert Cohen, al violinista Philippe Graffin. Senza
dimenticare i giovani talenti, che hanno già ricevuto apprezzamenti in
diversi palcoscenici europei, come Francesca Dego (violino), Francesca
Leonardi (pianoforte) e i fratelli del Trio Broz (violino, viola e
violoncello).

A fare da sfondo ai concerti sarà il paesaggio delle Langhe, capace di
trasformarsi in mille intensità cromatiche durante lo sfumare di una
stagione in un’altra e di presentarsi con profumi, sapori e proposte
enogastronomiche sempre nuovi in ogni periodo dell’anno.

«Il successo della prima edizione – commenta il direttore Nicola
Campogrande – è stato sorprendente: ad ogni concerto l’Auditorium si è
riempito di un pubblico attento, esigente, festoso, e ogni volta i
sorrisi in sala e la generosità degli applausi hanno confermato il
piacere fisico, intellettuale, spirituale che la musica è riuscita a
recare con sé. Per questo, e con un senso di enorme gratitudine nei
confronti degli ascoltatori che ci hanno seguito, abbiamo voluto
programmare un’edizione del festival ancora più ambiziosa, con musicisti
e programmi che sapranno incuriosire anche le orecchie più esigenti».



Cambi di Stagione è associato con il Charleston Manor Festival (Gran
Bretagna), festival estivo dedicato alla musica da camera, diretto dal
voloncellista Robert Cohen.

A dare il benvenuto alla primavera sarà Ramin Bahrami, considerato uno
tra i più interessanti interpreti bachiani viventi. Nato a Teheran, dopo
la rivoluzione politica del suo Paese, Bahrami trova rifugio in Italia,
dove si diploma in pianoforte con Piero Rattalino al Conservatorio di
Milano. Approfondisce gli studi all’Accademia Pianistica “Incontri col
Maestro” di Imola e con Wolfgang Bloser alla Hochschule für Musik di
Stoccarda, e si perfeziona tra gli altri con Rosalyn Tureck, l’artista
che ha maggiormente influito sulla sua conoscenza dell’opera pianistica
di Bach. Il primo debutto importante avviene nel 1998 al Teatro Bellini
di Catania. Da questo momento  si susseguono le esibizioni presso le
maggiori istituzioni musicali d’Italia, e nel 2008 alla Wigmore Hall di
Londra. Nel 2009 Decca Universal (con la quale ha un contratto in
esclusiva) ha pubblicato Ramin Bahrami plays Bach, box di sei cd con
tutte le registrazioni bachiane incise fino a quel momento e una
selezione di esecuzioni live.
È in uscita (22 marzo) l’album Johann Sebastian Bach: Piano concertos
(Decca), realizzato don la Gewandhausorchester di Lipsia, diretta da
Riccardo Chailly.

A Monforte Bahrami eseguirà due concerti e, a segnare una assoluta novità
nella sua carriera, proporrà la sua interpretazione anche di pagine non
bachiane: venerdì 18 marzo (ore 21) eseguirà Wasserklavier di Luciano
Berio, uno dei Six Encores, scritti tra il 1965 e il 1990,
caratterizzati da forma breve, aforistica e solo apparentemente
disimpegnata, e di Joahannes Brahms presenterà i Sei pezzi per
pianoforte op. 118. Johann Sebastian Bach sarà invece in programma con
la Sonata n. 3 per violino solo BWV 1005  l’Adagio in sol maggiore BWV
968 (trascritto per tastiera dello stesso Bach) e la Partita n. 6 in mi
minore per clavicembalo BWV 830.

Sabato 19 marzo alle ore 21 insieme agli Archi dell'Orchestra
Filarmonica di Torino e a Sergio Lamberto (maestro concertatore),
Bahrami presenterà in prima esecuzione assoluta Energy/Fly, la versione
per orchestra d'archi del nuovo quartetto del giovane compositore
francese Régis Campo, appositamente preparata per Cambi di Stagione.
Energia, allegria ed umorismo sono le caratteristiche del brano che,
nella sua versione quartettistica, ha debuttato con successo in Giappone
lo scorso giugno.
Bahrami e gli Archi dell’Oft proporranno quindi due concerti per
clavicembalo di Bach, arrangiamenti da pezzi composti in origine per
violino, oboe o flauto e orchestra, scritti in larga parte dal
compositore durante la sua permanenza a Köthen tra il 1717 e il 1723. Si
tratta del Concerto in re maggiore per clavicembalo e archi BWV 1054,
trascrizione quasi fedele del concerto per violino BWV 1042, abbassato
di un tono, e del Concerto in la maggiore per clavicembalo e archi BWV
1055, lavoro maturo e molto elaborato, basato su un concerto per oboe.
Dalla raccolta di preludi e fughe Il clavicembalo ben temperato, gli
Archi dell’Oft proporranno anche Preludio e fuga a 3 voci n. 4 in do
diesis minore BWV 873 e Preludio e fuga a 3 voci n. 24 in si minore BWV
893, nelle trascrizioni per orchestra d’archi di David Del Puerto.

Domenica 20 marzo alle ore 12 sarà protagonista l’arpa di Floraleda
Sacchi, una delle più originali arpiste sulla scena internazionale, da
sempre dedita al repertorio solistico e alla musica da camera. Suona in
importanti sale e festival in tutto il mondo e ha pubblicato diversi
album tra cui: Minimal Harp (2008, Decca), un progetto per arpa sola;
Harp Dances (2010, Decca), dedicato a ritmi di danza di autori spagnoli;
Harp Favorites, con grandi classici della musica barocca (Deutsche
Grammophon), Sophia Corri, una monografia per arpa sola (2009, Tactus),
e Chiaroscuro (2007, Amadeus Arte), dove presenta per la prima volta le
proprie composizioni. Dopo spettacoli di successo come Viaggio sulla
Luna prodotto dal Planetario di Milano e Parole Alate con Moni Ovadia,
ha recentemente collaborato con Ottavia Piccolo per Donna non
rieducabile e ha recitato nell’omonimo film presentato alla
sessantaseiesima mostra del cinema di Venezia, per il quale ha composto
le musiche. Tra il 1997 e il 2003 ha vinto sedici competizioni
internazionali. Le hanno dedicato brani originali numerosi compositori,
tra i quali Nicola Campogrande, Peter Machajdik, Claudia Montero, Paolo
Castaldi, David Clarck Little, Dimitri Nicolau, Gianluca Cangemi, Jean
Chatillon, Luis Berenguer, Gianluca Podio.

A Cambi di Stagione Floraleda Sacchi aprirà il concerto con l’Allegro
(Toccata per arpa sola) dalla Sonata VI in la maggiore di Pierdomenico
Paradisi, conosciuto come uno dei brani dello storico Intervallo Rai.
Suonerà quindi Jahla for Leopold Stowkowski e il quarto pezzo per arpa
Avalokiteshvara di Lou Silver Harrison (1917-2003), progenitore dei
minimalisti americani; Metamorphosis 1 e Metamorphosis 3, scritti da
Philip Glass nel 1988 come adattamento teatrale di Metamorfosi di Franz
Kafka; Pari intervallo di Arvo Pärt (nell’arrangiamento per arpa di
Elinor Bennett), che si distingue per la sua musica dalle ripetizioni
melodiche elementari, sequenze ritmiche ipnotiche, assenza di tonalità e
modulazione. Concluderà con brani di autori spagnoli e argentini:
Oriental e Andaluza da Danzas Españolas op. 37 del post-romantico
Enrique Granados; Asturias e Cuba da Suite Española op. 42 per
pianoforte di Isaac Albéniz, erede del virtuosismo lisztiano;
Evocaciones (En algùn lugar de Plaza Francia, Buenos Aires bajo lluvia e
Buenos Aires despierta) di Claudia Montero, giovane compositrice
argentina.

Sempre domenica 20, alle ore 17 si terrà il concerto in duo delle
giovanissime Francesca Dego (violino) e Francesca Leonardi (pianoforte).

Francesca Dego, vincitrice di numerosi concorsi nazionali e
internazionali, nel 2008 è stata la prima violinista italiana a entrare
in finale al Premio Paganini di Genova dal 1961, aggiudicandosi inoltre
il premio speciale Enrico Costa riservato al più giovane finalista. La
sua carriera l’ha portata a esibirsi in Italia, Stati Uniti, Messico,
Argentina, Uruguay, Israele, Inghilterra, Irlanda, Germania e Svizzera.
Diplomata al Conservatorio di Milano, si è poi perfezionata
all’Accademia Stauffer di Cremona e all’Accademia Chigiana di Siena e al
Royal College of Music di Londra. Ha suonato con importanti orchestre in
tutto il mondo e ha lavorato con direttori di fama internazionale. È
attiva anche in ambito cameristico. I suoi due primi cd, pubblicati nel
2005 e nel 2006 dalla Sipario Dischi, hanno incontrato subito il favore
della critica.

Francesca Leonardi fin da giovanissima si è segnalata in diversi concorsi
pianistici nazionali ed internazionali, vincendo quattordici primi
premi. Diplomata al Conservatorio Verdi di Milano, ha tenuto recital in
Italia, Regno Unito, Francia, Svezia, Svizzera e Giappone. Dopo il
debutto a 16 anni, si è esibita come solista con diverse orchestre. Nel
2007 è uscito, per le Edizioni musicali, Classica Viva. Svolge attività
concertistica anche nel campo della musica da camera collaborando con
strumentisti e cantanti ed esibendosi regolarmente con la violinista
Francesca Dego.

In programma la Sonata n. 9 in la maggiore per violino e pianoforte op.
47 "a Kreutzer" di Ludwig van Beethoven, nota per la difficoltà della
parte del violino, l’insolita lunghezza e la grande portata emotiva (il
primo movimento è prevalentemente furioso, il secondo meditativo e il
terzo gioioso ed esuberante). Seguirà la Sonata in la maggiore per
violino e pianoforte M. 8 (1886) di César Franck, uno dei primi esempi
di sonata ciclica, dove il tema principale, esposto dal violino nel
primo tempo, è riproposto e rielaborato in tutti e quattro i tempi, così
come molti altri frammenti tematici.



Il cartellone del festival proseguirà con gli appuntamenti estivi,
autunnali e invernali.

La luce dell’estate sarà salutata venerdì 17 giugno (ore 21) da Cristina
Barbuti e dal musicista tedesco Alexander Lonquich che con un concerto
per pianoforte a quattro mani faranno risuonare l’Auditorium con le note
di Igor Stravinskij, Claude Debussy e Ludwig van Beethoven.
Sabato 18 giugno alle ore 21 saranno nuovamente sul palco gli Archi
dell’Orchestra Filarmonica di Torino, complesso residente del Festival,
guidato da Sergio Lamberto, con Wolfgang Amadeus Mozart, Edvard Elgar,
Béla Bartók e Antonín Dvořák.
Domenica 19 giugno alle ore 12 il curioso trio di violino, violoncello e
fisarmonica formato da Alessandro Tampieri, Alessandro Palmeri e Giorgio
Dellarole, proporrà un’esplorazione di repertorio barocco, da Nicola
Matteis ad Alessandro Stradella, da Antonio Vivaldi a Francesco Antonio
Bonporti fino a Tomaso Antonio Vitali.
Torna quindi Alexander Lonquich con Franz Schubert e Franz Liszt.

Accoglierà l’autunno dall’Inghilterra Robert Cohen, uno dei più famosi
violoncellisti del mondo. Suonerà insieme a Massimo Quarta (violino),
Yuval Gotlibovitch (violista israeliano) ed Heini Kärkkäinen (pianista
finlandese). In programma Franz Schubert, Felix Mendelssohn, Wolfgang
Amadeus Mozart, Maurice Ravel, Johannes Brahms ed Ernest Bloch, in trio
o in quartetto: venerdì 23 settembre alle ore 21; sabato 24 settembre
alle ore 21 per proporre anche una prima esecuzione italiana di Reinhold
Glière insieme con gli Archi dell'Oft; domenica 25 settembre alle ore
12 e alle ore 17.

Per festeggiare l’inverno arriverà il francese Philippe Graffin,
violinista dall’originale e raffinato stile esecutivo, in duo con la
pianista francese Claire Désert (venerdì 16 dicembre, ore 21), per
presentare sonate di Ludwig van Beethoven, Robert Schumann e Claude
Debussy, e poi insieme agli Archi (sabato 17 dicembre, ore 21), per
suonare Wolfgang Amadeus Mozart e Leóš Janáček.
Domenica 18 dicembre alle ore 12 i tre fratelli del Trio Broz (Barbara al
violino, Giada alla viola e Klaus al violoncello) suoneranno un
divertimento di Mozart, per poi concludere con Franz Xaver Süssmayr.
Concluderà il festival Cambi di Stagione Antonio Ballista che con il suo
pianoforte farà divertire il pubblico eseguendo cinquanta brevi pezzi
per offrire una panoramica musicale da Mozart a George Crumb in sessanta
minuti.


Nicola Campogrande, direttore del festival Cambi di Stagione, è
considerato uno dei compositori più interessanti della giovane
generazione italiana. La critica e il pubblico riconoscono nella sua
musica freschezza ed espressività, spesso messe al servizio di lavori
con una forte componente spettacolare. La sua musica, incisa su
ventinove cd, viene eseguita regolarmente in sale prestigiose di tutto
il mondo, dal Teatro alla Scala alla Wigmore Hall di Londra, dalla
Werner Hall di Cincinnati al Bimhuis di Amsterdam.

Contemporaneamente al Festival Internazionale “Cambi di stagione”, la
Fondazione Bottari Lattes propone appuntamenti dedicati all'arte
visiva. Sabato 19 marzo alle ore 18 inaugurerà la mostra fotografica
“Nudi d’autore: fotografie di Fontana e Minkkinen” dedicata a due
fotografi riconosciuti a livello internazionale, Franco Fontana e Arno
Rafael Minkkinen, che qui si confrontano sul tema del nudo in rapporto
allo spazio circostante.

Biglietti per i concerti pomeridiani e serali: intero 15 euro, ridotto 12
euro.
Biglietti per i concerti mattutini: intero 10 euro, ridotto 8 euro
Ingresso ridotto con Tessera Musei Torino-Piemonte.
I biglietti si possono trovare nei seguenti punti vendita: Fondazione
Bottari Lattes (Via Marconi, 16 - Monforte d’Alba, Cn - 333/8685149 o
0173/789282 – dal lunedì al venerdì, ore 9.30-13); Edicola Bruno Luisa
(Via Vittorio Emanuele, 1 – Monforte d’Alba, Cn – 0173/78129 – dal
lunedì al sabato, ore 8-12 e 15-19); Circuito Piemonte Ticket
www.ticket.it.


Cambi di stagione è organizzato con il sostegno di: Regione Piemonte,
Comune di Monforte d’Alba, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Tu
Langhe Roero, Cantina Terre del Barolo, Agriturismo Torricella, A –
Acustica e Design, Amalia Cascina in Langa, Albergo Ristorante Giardino
“Da Felicin, Azienda Agricola Simone Scaletta, Azienda Agricola Clerico
Aldo, Osteria La Salita, Azienda Agricola Tra Sole e Vigne Manzone
F.lli, Bank Nord, Albergo Ristorante Grappolo d’Oro, Case della Saracca
- Ristorante Camere.

________________________________

Info:
Fondazione Bottari Lattes
www.fondazionebottarilattes.it
Tel  0173.789282; 333.8685149
segreteria@fondazionebottarilattes.it

    

AGRITURISMO: Abruzzo - Basilicata - Calabria - Campania - Emilia Romagna - Friuli Venezia Giulia - Lazio - Liguria - Lombardia - Marche - Molise - Piemonte - Puglia - Sardegna - Sicilia - Toscana - Trentino Alto Adige - Umbria - Valle d'Aosta - Veneto

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